Linguaggio Cinematografico

Diretto da Roberto ANDÒ – Corso di 1° livello

Il corso tenuto da Roberto Andò affronta il tema della relazione tra realtà e finzione e include alcune lezioni magistrali, oltre che del regista di Viva la Libertà, di Toni Servillo, Luigi Lo Cascio e Giovanni Veronesi. Una masterclass dedicata alla storia del cinema sarà tenuta da Giovanni Bogani. Lezioni di Claudio Giovannesi, Paolo Di Paolo, Giorgio Vasta, Costanza Quatriglio, Stefano Fresi e Francesco Alò.

 

Roberto Andò – Lectio Magistralis
L’impostore nel cinema: Close up, The Imposter, Viva la libertà

Una volta qualcuno ha chiesto a Ettore Scola di cosa dovrebbe parlare una scuola di cinema. La risposta del grande regista è stata: di tutto, fuorché di cinema. Una boutade che, nella sua paradossalità, contiene una verità assoluta. Infatti, mai come nel caso del cinema, a essere in ballo, oltre alla consapevolezza tecnica e del linguaggio, è una visione, uno sguardo, una coscienza, o meglio, un’esperienza del mondo. Io non sono un insegnante, e tutto quelloche potrò dire da docente ha a che fare col fatto che sono un cineasta e un narratore. Nel corso che ho immaginato, insieme agli altri colleghi registi, sceneggiatori, montatori, cercheremo di fornire agli allievi una visione del cinema che sappia interloquire con la realtà, con le diverse ipotesi che essa contiene, anche con quel romanzesco che sotterraneamente ne costituisce la melodia segreta.

Il tema che ho scelto per il corso è l’impostura. Lo useremo come dispositivo per focalizzare le peculiarità del linguaggio del cinema e le sue risonanze con la realtà, e come paradigma per penetrare nei territori di cui oggi si compone il cinema, tra cui, tra i più cruciali, quello del documentario.

Le parole chiave del nostro corso saranno: verità e menzogna, realtà e romanzo. Poiché il mestiere del cinema presuppone un modo di procedere che è al contempo consapevole e ignaro – delegato com’è all’occhio, all’orecchio, alla mente e soprattutto al cuore – vorrei evitare di battere il sentiero delle grandi questioni filosofiche, dei dilemmi metafisici o morali. Il cineasta risponde a questi quesitio a quei dilemmi semplicemente raccontando una storia o, nel caso del documentario, rivelando quello che la realtà tiene nascosto, prendendosi la responsabilità di dare una forma a questo racconto.

 

 

 

PROGRAMMA DIDATTICO

TEORIA

  • Che cosa è il cinema. Il mestiere di regista.
  • Introduzione al corso con visione di Close up di Abbas Kiarostami.
  • Descrizione e analisi del linguaggio cinematografico.
  • Due parole chiave per il cinema: verità e menzogna, realtà e romanzo
  • La costruzione di un film: la sceneggiatura, gli attori, la drammaturgia, la musica, il montaggio, i titoli.
  • Dal libro al film: da Il trono vuoto a Viva la libertà.
  • Da Truman Capote a Carrère: l’invenzione della realtà: come può divenire racconto e poi cinema.

OSPITI SPECIALI

  • Claudio Giovannesi
  • Costanza Quatriglio
  • Toni Servillo
  • Luigi Lo Cascio
  • Paolo Di Paolo
  • Giorgio Vasta

 

Giovanni Bogani – Masterclass 1

 Il linguaggio del cinema

Gli incroci fra il linguaggio e il cinema si possono riassumere così. Uno: leggere il cinema. Due: raccontare il cinema. Tre: scrivere il cinema.

 

  1. Leggere il cinema

Leggere il cinema è quello che facciamo tutti, ogni volta che guardiamo un film. Traduciamo. Dal linguaggio visuale delle immagini, che è stato codificato in migliaia di anni di pittura e in quasi 200 anni di fotografia; da quello verbale dei dialoghi, da quello musicale della colonna sonora, e da molti altri ancora. Li mettiamo tutti insieme, e “leggiamo” il film.

Istintivamente, siamo capaci di leggere anche il linguaggio più vero, autentico, originale del cinema: quello dei movimenti della macchina da presa. Quasi tutti ci accorgiamo se un film è fatto di inquadrature statiche o di inquadrature dinamiche, in continuo movimento. Ma quasi mai questo diventa un pensiero cosciente.

Leggere il cinema significa anche diventare consapevoli di questo linguaggio.

 

  1. Raccontare il cinema.

Leggere il linguaggio del cinema è quello che facciamo tutti, quando guardiamo un film. La seconda cosa che facciamo è dire a un amico com’era, quel film. Raccontare il cinema.

Che, a pensarci bene, non è una cosa facile. Significa trasformare una serie di linguaggi – in gran parte visuali, e poi teatrali, musicali, architettonici, scenografici – in un racconto verbale. Trasformare sensazioni, immagini, suoni in parole.

La stessa cosa deve farla chi scrive di cinema professionalmente: sui giornali, nei siti web, chi ne parla in televisione. I critici cinematografici. E lo fanno anche quelli che hanno un loro blog, o quelli che fanno i vloggers, e parlano per 45 minuti di un film davanti a una videocamera. Parlano.

 

E come si parla di un film? 

 

  1. Scrivere il cinema.

C’è anche un altro modo di intervenire sul cinema, di lavorare sul cinema e sul suo linguaggio. Scrivere i film. È un lavoro molto specialistico, che segue le sue regole. Tutti i film, tranne rarissimi casi, partono da un testo scritto: questo testo si chiama sceneggiatura, script in inglese, scénario in francese, guión in spagnolo.

La sceneggiatura ha un format preciso, cioè delle regole grafiche tutte sue: sono poche, sono semplici, ma vanno seguite. E poi, quello che è più importante, bisogna sapere che cosa metterci dentro. Come si racconta una storia per il cinema. Che cosa è davvero importante?

Gli americani, che fanno il cinema secondo certe regole per poter piacere al pubblico più vasto possibile, hanno anche studiato più di altri le regole con cui si costruisce una sceneggiatura. Dove vanno sistemati i colpi di scena? Che cosa rende una sceneggiatura migliore di un’altra?

Ogni sceneggiatura, ogni storia di film, è organizzata attorno ad un conflitto. Uno scontro fra due forze, fra due personaggi, fra due idee del mondo; uno scontro che non si risolve se non all’ultimo minuto del film. La qualità e la forza, l’incertezza di questo scontro determina in molti casi la capacità di attrazione del film.

 

 

 PROGRAMMA DIDATTICO

TEORIA

  • Elementi di  storia del cinema dagli esordi ai giorni nostri, dalla Corazzata Potemkin a Million Dollar Baby

  • Leggere il cinema

  • tutto quello che dobbiamo sapere sul cinema a partire da qualsiasi domanda tipo: qual è stato il primo attore brutto di Hollywood?
  • domande e risposte elaborate attorno alla storia di film celebri di registi celebri: da Chaplin a Fellini, da Murnau a Scorsese.

 

LABORATORIO

  • Raccontare il cinema

  • la lingua della critica cinematografica ovvero racconta a un amico il film che hai visto
  •  lettura e commento di brani di scrittori sul cinema: Borges, Luzi, Moravia.
  •  prove tecniche: come si prepara un’intervista
  •  elabora una recensione, una scheda di un film

  • Scrivere il cinema

  • la sceneggiatura come format: regole per la costruzione di una storia
  • lettura e commento di sceneggiature storiche da Carlo Verdone a Vincenzo Cerami a Paul Haggis
    • scriviamo una sceneggiatura: l’inizio.

 

 

I Docenti del Corso

Roberto Andò

Roberto Andò, regista di cinema e di teatro, collabora giovanissimo come assistente alla regia con Francesco Rosi e Federico Fellini, e, in seguito, con Michael Cimino e Francis Ford Coppola. Decisivo è l’incontro con Leonardo Sciascia, con cui stringerà legami di profonda amicizia, e da cui sarà avviato alla scrittura.

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Giovanni Bogani

Giovanni Bogani scrive di cinema ed è corrispondente per Quotidiano Nazionale dai principali festival europei: Cannes, Berlino, Venezia, Locarno, Karlovy Vary.

 

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Scarica il programma completo del corso, con le lectio magistralis relative al percorso didattico.
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