Narrazione

Diretto da Simona Vinci – Corso di 1° livello

Il corso è curato e seguito da Simona Vinci, con una masterclass tenuta da Wlodek Goldkorn. Ai due scrittori si affiancheranno le lezioni di Marco Belpoliti e Helena Janeczek. Il tema del corso, l’infanzia e lo sguardo del bambino, sarà approfondito da Eleonora Pinzuti.

 

SIMONA VINCI 

Fantastici e brutali, dolci e acri. Lo “sguardo” dei bambini nella letteratura italiana

L’idea di questo corso è quella di indagare come si modifica, soprattutto nel corso dell’Ottocento e poi nel Novecento, fino ad arrivare a oggi, la percezione delle scrittrici e degli scrittori di quello sguardo infantile e la loro conseguente capacità di calarvisi dentro per restituirne almeno un barlume nelle loro narrazioni.

L’infanzia acquisisce dignità letteraria nel corso del Novecento di pari passo con le conquiste in termini di valore del ‘soggetto bambino’ e dell’infanzia da un punto di vista sociale (vedi la Dichiarazione dei diritti del Fanciullo, Ginevra 1924) e marcatamente sotto l’influsso della psicoanalisi freudiana con la sua attenzione all’infanzia dell’individuo.

Da Cuore di De Amicis e Pinocchio di Collodi, Piccole anime di Matilde Serao, Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, Il sentiero dei nidi di ragno e Il barone rampante di Calvino, Grazia Deledda, Lalla Romano, Elsa Morante con i suoi L’isola di Arturo, La storia e Il mondo salvato dai ragazzini, Anna Maria Ortese, Fausta Cialente con il suo I bambini, fino ad arrivare agli autori contemporanei che sempre più spesso, a partire dalla fine del ‘900 fino ad arrivare a oggi, hanno scelto come protagonisti e/o voci narranti di romanzi, ma comunque interessanti, il punto di vista infantile e la sua voce che scopre e racconta il mondo.

Programma didattico

TEORIA

  • Introduzione al corso
  • Lettura di brani da Cuore di De Amicis e Pinocchio di Collodi, Piccole anime di Matilde Serao, Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, I bambini di Fausta Cialente, Il sentiero dei nidi di ragno e Il barone rampante di Calvino, Elsa Morante con L’isola di Arturo, La storia e Il mondo salvato dai ragazzini
  • Lettura dei diritti del fanciullo

LABORATORIO

  • Analisi dei testi, studio delle metafore infantili e del pre-verbale in letteratura;  analisi dello sguardo dell’adulto
  • Cenni di letteratura psicoanalitica
  • Scrittura creativa: delineare un personaggio bambino credibile

WLODEK GOLDKORN – Masterclass 1

Biografisimi. Le vite degli altri e proprie

Biografismi al plurale, perché ogni scrittore o scrittrice che traduce, trasforma, reinventa una biografia di una persona realmente esistita o tratta la propria vita come materia da romanzo, lo fa a modo suo.

Da questo punto di vista il corso è anche un tentativo di esplorare, collettivamente (perché la scrittura e la lettura non sono, contrariamente alle apparenze, attività solitarie) il rapporto tra vite delle persone e la narrazione possibile di quelle vite; ossia tra verità biografica e verità letteraria e gli elementi in comune dei libri letti e discussi.

Programma didattico

TEORIA

  • Lettura e analisi dei testi
  • Autobiografia, autofiction, non-fiction: le esperienze di Serraute, Carrere, Ernaux, Ramondino, Janeczek
  • Se questo è un uomo di Primo Levi come romanzo cardine di autofiction

LABORATORIO

  • Il corso prevede un lavoro di scrittura creativa di autofiction: ogni allievo dovrà confrontarsi con la sua memoria biografica e la sua storia personale e la realizzazione di un racconto autobiografico

Eleonora Pinzuti – Masterclass 2
Alle origini della parola. Lessico, figurazione e narrazione dell’infanzia

L’infanzia ha da sempre rappresentato il luogo onomatopeico per eccellenza, proprio in virtù della sua etimologia latina: infans, che non sa parlare.

Dunque, il percorso proposto affronterà l’aspetto lessicale come forma primaria della rappresentazione della “prima età”, per passare poi ad analizzare filosoficamente le raffigurazioni dell’infanzia nel canone occidentale.

Dall’infanzia dunque come stato sorgivo delle culture alla rappresentazione narratologica, dal luogo fiabesco alla trattazione memoriale, si ascolteranno le voci di filosofi, psicoanalisti, sociologi, pedagoghi, teorici della letteratura, per comprendere la struttura di un “mito” moderno.

Infine, si esperiranno le articolazioni narrative con cui l’infanzia viene rappresentata e la parola trova origine, in poesia e in prosa, attraverso exempla che attraversano la letteratura universale e modalità di sperimentazione.

Programma didattico

TEORIA

  • Teorie dell’infanzia fra sociologia, psicoanalisi e pedagogia
  • Dal “fantolin” al “fanciullino”
  • L’infanzia fra lingua e poetica
  • Il prodotto di consumo e le sue implicazioni: la fiaba, la favola e il racconto fantastico
  • da Rousseau a Freud, da Proust a Saviano
  • Formazione e de-formazione di un mito moderno: che “genere” di infanzia? Tematiche e tematologia del maschile e del femminile

LABORATORIO

  • La poesia dell’infanzia
  • Che genere di racconto? La scelta del genere nella narrazione dell’infanzia
  • Per una nuova rappresentazione. Narrare l’infanzia ai tempi dei social
  • Restituzione e discussione sul corso

I Docenti del Corso

Simona Vinci

Simona Vinci è nata e vive a Budrio, in provincia di Bologna.

Il suo primo romanzo, Dei bambini non si sa niente (Einaudi – Stile libero, 1997) ha suscitato diverse polemiche, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica ed è stato tradotto in quindici paesi, tra i quali gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina.

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Wlodek Goldkorn

Wlodek Goldkorn è stato per molti anni il responsabile culturale de «L’Espresso». Ha lasciato la Polonia, sua terra nativa, nel 1968. Vive a Firenze.

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Eleonora Pinzuti

Eleonora Pinzuti è Dottore di Ricerca in Italianistica, e i suoi studi scientifici spaziano dall’ecdotica alla teoria letteraria, ai Gender Studies.

Ha dedicato numerosi saggi alla critica della differenza, alla filologia e alla narrazione contemporanea e ha curato i volumi Bestiari di Genere (Sef, 2008) e Marguerite Yourcenar sulle tracce “des accidents passagers” (Bulzoni, 2007) e la voce “Il personaggio” in Saper Scrivere (L’Espresso, 2003).

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