Cos’è Fenysia

“CERCHIAMO STUDENTI ESIGENTI CHE VOGLIONO CONOSCERE LE PAROLE CHE HANNO GIA’ DETTO TUTTO E SCOPRIRE COME DIRLO ANCORA DACCAPO” 

La Scuola Di Linguaggi della Cultura Fenysia: una sfida all’ignoranza e alla perdita di memoria storica

È nata così, come reazione davanti al baratro che vedevo affacciarsi dentro la frequentazione scolastica di mia figlia.
Rarissimamente un incontro emozionante, raramente un libro pubblicato negli ultimi 100 anni degno di essere letto – i classici? Nessuno? Eppure le poche volte che aveva incontrato un’insegnante ‘vecchio stile’ tornava a casa entusiasta, fosse Ulisse, Polifemo, o Circe, fosse stato Van Gogh o Caravaggio.

La Scuola Fenysia è nata dalla percezione che stesse prevalendo una cultura giovanilista che tagliava fuori i grandi maestri, una rottamazione euforica del passato, della tradizione, del concetto stesso di esperienza. Bisognava correre ai ripari. Ma come?

L’ho fatto fondando Fenysia, la prima Scuola di Linguaggi della Cultura, e offrendo agli studenti un’occasione unica per crescere. Seguirli nel percorso di scrittura di un testo ma non prima di aver letto, comparato, studiato ciò che su quell’argomento può offrire la tradizione che abbiamo alle spalle.

Per questa ragione ho raccolto attorno a me dei veri e propri Maestri nel loro campo, critici d’arte, scrittori e scrittrici, giornalisti e giornaliste, registi, attori e attrici, sceneggiatori, musicisti, operatori leader del campo dell’editoria e delle manifestazioni culturali e ho chiesto loro di aiutarmi a fare un po’ di ordine, aiutarmi a formare una bella classe di studenti non dando loro soltanto nozioni, ma soprattutto il potere della passione e dell’approfondimento.

Un altro motivo che mi ha spinto in questa direzione è la consapevolezza, peraltro condivisa da molti, che i narratori di oggi si muovano dentro una lingua mutuata – quando va bene – dalle traduzioni dei grandi narratori nord americani, quando va male dal parlato delle serie TV. Oggi vince una lingua molto poco ‘scritta’, senza genealogie, senza padri. La lingua semplice e cristallina di Calvino ha perso in efficacia, ed è diventata una lingua semplificata. La lingua stratificata di Gadda invece si è persa e basta, non si trova più.

La Scuola di Linguaggi della Cultura Fenysia si differenzia nettamente dal vasto catalogo delle scuole di scrittura, cinema, arte o di storytelling, per questa particolare accezione: dialogare col passato, dialogare con le ‘lingue’ e ‘gli stili’ della tradizione, italiana, europea, intercontinentale, facendo particolare attenzione proprio alla lingua e allo stile.

Si deve diventare intransigenti con le parole, con le forme che diamo ai nostri pensieri, alle nostre storie. Tutto ciò che pensiamo qualcuno l’ha pensato prima di noi. Ecco, andiamo a vedere come l’ha tradotto in parole e vedrete che poi sarà facile, anzi più facile, dire quel pensiero di nuovo, daccapo.

Certo anche alla Scuola Fenysia – che mi piace immaginare come l’ultima delle città invisibili – si scrive: romanzi, racconti, recensioni, critiche artistiche, sceneggiature, canzoni. Gli iscritti saranno seguiti da vari docenti e da tutor, mai abbandonati, consigliati, corretti, ma prima si studia insieme con gioia.

Un’altra cosa che ho deciso per la Scuola Fenysia, per colmare il vuoto lasciato aperto da altre istituzioni e corsi, è questa. Le nostre lezioni non daranno un’infarinatura del tutto, che è un atteggiamento postmoderno che non condivido, ma saranno strettamente monodisciplinari, e dentro di esse cercheremo la massima declinazione delle voci. Si parla di Arte, di Cinema, di Traduzione, di Musica, di Narrazione, di Editoria, di Giornalismo: ogni corso avrà due o tre docenti di riferimento e vari ospiti.

Ritengo che frequentare un corso trimestrale della Scuola Fenysia possa aiutare gli studenti a formarsi professionalmente nella direzione desiderata, ma soprattutto a fare un’esperienza di vita che li farà uscire trasformati e che difficilmente dimenticheranno.

Prima o dopo l’università? Direi che è necessaria prima di affrontare il mondo del lavoro, ma anche all’uscita del liceo e prima delle scelte universitarie, la Scuola Fenysia può aiutare a fare scelte più consapevoli.

A Fenysia si respirerà un’aria internazionale, e anche un’aria di sfida all’ignoranza e alla perdita di memoria storica.

A Fenysia si scriverà anche ciò che abbiamo in testa, e Fenysia stessa garantirà ai suoi migliori studenti di fare da ponte verso editori importanti che potranno valutare gli elaborati in funzione di una pubblicazione, perché le cose imparate a un certo punto devono diventare azione.

Un’ultima cosa: per essere ammessi alla Scuola Fenysia è necessario un test d’ingresso. Varie prove scritte che troverai nel programma dei singoli corsi. Ci sarà una commissione che valuterà gli scritti e l’accettazione. Non vogliamo fare i maestri cattivi, ma il programma didattico sarà estremamente ricco, esaltante e davvero unico in assoluto ma anche abbastanza impegnativo e per me, visto anche lo spessore dei docenti messi in campo, è davvero importante far entrare solo studenti molto motivati, pronti e in possesso delle doti soprattutto caratteriali necessarie a questo straordinario viaggio di crescita.

Ci vediamo in classe, spero di poterti contare tra i cercatori di parole nuove.

Alba Donati

PS: La scuola è dedicata a Fenysia, una zia che adoravo. Ha fatto la donna di servizio tutta la vita, è partita a 14 anni e non è più tornata. A casa portava libri che i suoi datori di lavoro, i famosi ricchi, le davano e lei li prendeva e li portava a me. Così a 6 anni mi sforzavo di leggere un certo Michele Prisco o una certa Fausta Cialente. Fenysia era la mia Vivian Maier. Una donna al servizio, come oggi mi sento io, al servizio della conoscenza.

“Non è possibile commentare adeguatamente un’opera viva con una lingua morta”

Chi siamo

Fenysia è un’associazione culturale, fondata a Firenze nel 2017 da Alba Donati e da Pierpaolo Orlando, che ricoprono rispettivamente la carica di Presidente e Direttore.

Fenysia ha il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Gabinetto Vieusseux e di Montedomini (Azienda pubblica di Servizi alla Persona).

In particolare con Montedomini è partito un progetto di coinvolgimento degli anziani nei corsi della Scuola.

A ogni corso potranno partecipare due persone over 65.

La sede

Fenysia ha trovato in un attimo la sua casa ideale, in un certo senso essa ci è venuta incontro: nove stanze disposte secondo un ordine vagamente labirintico, come una casa magica, fatti di specchi e duplicazioni infinite come le scale di Escher o le stanze di Alice.

Ma in queste stanze si respira, da subito, il fascino del tempo, dell’arte e della bellezza. È qui che noi vogliamo stare e accogliere i nostri allievi. Fenysia sarà per loro una casa, un luogo dove tornare, dove essere accolti, e dove tra una lezione e l’altra poter chiacchierare, leggere, prendere un caffè.

Palazzo Pucci è la dimora storica di una delle antiche famiglie fiorentine che vi abita ancora oggi. La sede di Fenysia è la stessa dove è nata la casa di moda Emilio Pucci.

La famiglia fin dalle origini si distinse per l’intelligente mecenatismo nei confronti delle arti: nella vicina Chiesa di San Michele Visdomini è conservata la splendida Pala Pucci commissionata al Pontormo da Francesco Pucci nel 1518, a Bologna il Cardinale Antonio Pucci commissionò a Raffaello la Santa Cecilia, mentre suo nonno Antonio aveva ordinato ai Pollaiolo il San Sebastiano oggi alla National Gallery di Londra.

 

         

 

L’edificio, a pochi passi dal Duomo, occupa l’intero fronte di un isolato ed è organizzato intorno a tre cortili. La parte più antica del palazzo è quella centrale, dove Fenisya ha la sua sede. Dal portone principale, attraverso la cancellata lignea, si accede a un vasto androne che immette nel cortile restaurato negli anni sessanta del Novecento per volontà del Marchese Puccio Pucci.

Il Palazzo ha una storia che viene da lontano: i primi componenti della famiglia Pucci arrivarono a Firenze nel XII secolo e si insediarono nel quartiere di Santa Croce. Il cardinale Lorenzo Pucci iniziò le costruzioni del palazzo nel 1515, con l’intervento di numerosi architetti fra cui Antonio da Sangallo il giovane e, successivamente, Gherardo Silvani, Bartolomeo Ammannati, Paolo Falconieri per la trasformazione delle case e del palazzo cinquecentesco in un
unico corpo.

Entrando nel cortile si incontrano i diversi stili architettonici del periodo 500-700 e salendo nella sede di Fenysia, al primo piano del palazzo, si notano subito gli interventi degli architetti sopra citati: l’uso della pietraforte al piano terra, la serliana riccamente decorata al primo piano, i mascheroni negli stipiti laterali e la finestra con timpano spezzato al primo piano.

Un luogo già magico, uno spazio autentico, lentamente costituitosi e stratificatosi nel tempo, che riporta alle tradizioni con la voglia di guardare e progettare storie nuove. L’accordo con il proprietario Giannozzo Pucci è stato fulmineo, a lui è piaciuto il nostro progetto e a noi è piaciuto lui, da sempre sostenitore della simbiosi fra umanità e natura come indice di civiltà e cultura, attentissimo agli eco-sistemi, tant’è che sulle terrazze del Palazzo al piano attico ha fatto realizzare degli orti sinergici con piante alimentari locali e rare e che ci costringe spegnere il wi-fi ogni
sera. E noi lo faremo con grande piacere.

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