Il libro del mese: “Gli invernali” di Luca Ricci

La copertina del romanzo "Gli invernali" di Luca Ricci
La copertina del romanzo “Gli invernali” di Luca Ricci

Luca Ricci sul finire del 2021 ci ha consegnato il terzo tassello della quadrilogia delle stagioni (dopo “Gli autunnali” e “Gli estivi”), un romanzo autoconclusivo come i precedenti, dal ritmo incalzante, ricco di dialoghi fulminanti, capace di scavare nelle ragioni più profonde che muovono gli uomini e le donne.

La trama è un intrico totalmente immerso nel mondo editoriale: il romanzo di uno scrittore viene rifiutato dal suo editore, nonché amico per la pelle e testimone di nozze; un esordiente viene tenuto a battesimo da un importante e temuto critico letterario: tutto bene, se l’esordiente non si frequentasse con la ex moglie del critico; una scrittrice di romanzi rosa va a letto con il suo agente letterario: ammissibile, se scrittrice e agente non si incontrassero a colazione proprio con il marito di lei, un onesto lavoratore nel ramo della “fibra ottica” senza alcuna propensione per l’arte.

La vicenda si svolge sullo sfondo della città di Roma colta nel suo periodo invernale, pungente e dolce allo stesso tempo: “L’inverno è la storia delle cose che abbiamo sepolto”. Forte la presenza del pessimismo comico dell’autore e della sua tipica ironia, che in alcuni punti del romanzo crea delle situazioni che sembrano avvicinarsi alle scende di un film di Woody Allen più che alla tradizionale narrativa.

E questo girotondo di personaggi, che appartengono al famigerato quanto avventuroso mondo del terziario culturale, non potrebbe andare in scena se non per un periodo temporale brevissimo: l’arco di durata di una giornata. Ciò rende il romanzo furioso e rocambolesco, una vera avventura che scorre veloce sotto gli occhi del lettore.

I due poli che tengono insieme la trama riportano, in un certo senso, ai due precedenti romanzi: le relazioni personali tra uomo e donna (spesso adulterine, ma questa è una cifra “quasi stilistica” dello scrittore) e l’asfittico, ma affascinante, mondo culturale, che si dipana nelle sue diverse forme ed evoluzioni. L’amore e il suo conflitto, e lo scrittore con le sue ossessioni allo specchio sono messi alla prova da questo inverno romano, che del resto non sembra arrivare.

Sembra di assistere a un vero e proprio teatro delle passioni (la Nora di Ricci non può non ricordarci la Nora di Ibsen). I dialoghi spesso esilaranti, mettono in chiaro le dinamiche vitali del mondo culturale e dei suoi protagonisti, una volta degni del nome di “intellettuali”, oggi alle prese con book influencer, vizi e virtù della società dell’eccessiva spettacolarizzazione, luoghi comuni da sfatare, frustrazioni e vacuità. Già dall’incipit risulta chiara la posizione del narratore, un misto di disincanto e ironia che non risparmiano nemmeno l’ultimo tassello, e forse più importante, della filiera editoriale: il lettore.

«Il problema è che in Italia la percentuale dei lettori forti è ridicola, che poi è proprio sbagliato l’aggettivo forte, che questi qui mica leggono Thomas Bernhard o James Joyce, questi leggono una dozzina di libri l’anno da classifica, leggono Camilla Lellis, se proprio va bene qualche gialletto, non so se mi spiego, non bisognerebbe chiamarli forti, col cazzo, bisognerebbe chiamarli unici, nel senso che sono i soli lettori che abbiamo, sono i lettori che passa il convento, per il resto le persone trascorrono le loro giornate sul telefonino, la loro vita online è decisamente più eccitante della loro vita offline, ecco cosa, non c’entra neanche la concorrenza degli ebook, cazzeggiare in rete soddisfa perfettamente il loro fabbisogno giornaliero di lettura, contenuti gratuiti, articoli, stralci di questo o di quello, recensioni – di libri non letti -, post, chat, messaggistica…». «E tu l’ultimo libro che hai letto?» «Scherzi? Io sono troppo occupato a scrivere i miei».

 

Lo scrittore Luca Ricci
Lo scrittore Luca Ricci

Luca Ricci (Pisa, 1974) è tra gli scrittori più significativi e acclamati del panorama italiano contemporaneo. Vive a Roma e ha pubblicato con i principali editori italiani, tra cui Einaudi, Rizzoli e Laterza. I suoi ultimi lavori sono pubblicati dalla Nave di Teseo: Gli autunnali (2018), Trascurate Milano (2018), Gli estivi (2020), L’amore e altre forme d’odio (2020), Il nero abisso esistente tra noi (2020). Tradotto in diversi paesi, scrive racconti per il quotidiano Domani e Il giornale.

Oltre a insegnare scrittura creativa nelle più importanti scuole in Italia, tiene workshop intensivi  sulle tecniche del racconto in diverse località; inoltre è nostro docente di teoria e scrittura del racconto per il corso magistrale Il mestiere del narratore, in partenza a fine gennaio 2022. 

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