Linguaggi dell’arte: Jenny Saville al Museo Novecento di Firenze

                                                                                       

 Camminando per le strade di Firenze nelle scorse settimane non può non essere saltato alla nostra attenzione un grande occhio che campeggia sui manifesti quasi a sorprenderci nel nostro quotidiano andirivieni lungo le vie della città. Quell’occhio è un particolare di un’opera, un ritratto femminile, dell’artista Jenny Saville, e fa parte di una ricca mostra ospitata nel prestigioso Museo Novecento di Firenze, visitabile fino al 20 febbraio 2022. Perché quell’occhio ci incuriosisce tanto? Non solo per la sua bellezza e particolarità ma per la sua profondità, perché ci mette a contatto con la nostra parte più debole, quella che forse preferiamo nascondere agli altri. Una mostra dirompente che lascia traccia nell’osservatore che si aggira nelle bellissime sale del museo, dove l’allestimento esalta maggiormente la bellezza e la forza creatrice delle opere dell’artista.

Chi è l’artista Jenny Saville?

Autoscatto dell'artista Jenny Saville.
Autoscatto dell’artista Jenny Saville.

Jenny Saville è un’artista inglese nata a Cambridge nel 1970, ha frequentato la Glasgow School of Art, ed entra a far parte degli YBA (Young British Artists), un gruppo aperto di pittori e scultori divenuto famoso tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Molto formativo, nel suo percorso di studi, è stato il periodo trascorso in America dove Saville ha la possibilità di frequentare e osservare un chirurgo estetico di New York durante il suo lavoro: questo le permette di guardare il corpo umano da vicino e attraverso una nuova prospettiva, anatomica appunto con la sua resilienza e fragilità, entrando a stretto contatto con le fasi di ricostruzione della “carne umana”. Il rapporto con il corpo umano e le sue immagini iconiche create nel corso delle epoche storiche, sono esplorate lungamente nel lavoro dell’artista Saville, soprattutto nelle opere presenti in questa mostra. 

La visione del corpo rappresentato nella sua dimensione sociale ma filtrato attraverso le epoche passate, dalla scultura antica e indù, all’arte moderna di Picasso e de Kooning, resta un punto di riferimento nella sua produzione artistica. La sua formazione inoltre è intessuta degli spunti artistici di Francis Bacon e Lucian Freud, oltre che dell’Ecriture féminine.

Un'opera dell'artista Jenny Saville esposta nelle sale del Museo.
“Byzantium”, un’opera dell’artista Jenny Saville esposta nelle sale del Museo.

Jenny Saville al Museo Novecento

Un particolare di un'opera in mostra dell'artista Jenny Saville.
Un particolare di un’opera in mostra dell’artista Jenny Saville.

Il progetto espositivo che vede protagonista la Saville è stato ideato e curato da Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento e critico d’arte, in collaborazione con alcuni dei maggiori musei della città: Museo di Palazzo Vecchio, Museo dell’Opera del Duomo, Museo di casa Buonarroti e Museo degli Innocenti.

Alcuni dei dipinti e disegni esposti sono stati realizzati negli anni Novanta, mentre altri realizzati appositamente per questa mostra. Molte delle opere sono chiaramente in dialogo con i grandi maestri del Rinascimento italiano, Michelangelo per esempio ma anche altri, questo è visibile sia nella monumentalità delle opere che nel trattamento figurativo della presenza del corpo umano. Si nota nel suo tratto un umanesimo contemporaneo e trasversale ai vari linguaggi figurativi, mettendo in scena l’essere umano che tutti noi siamo nei suoi aspetti più primari e fondamentali.

Fortissima è la presenza e pregnanza dell’elemento cromatico, volto a sottolineare luci e ombre dell’esistenza dei suoi personaggi. Una mostra che ci ricorda quanto forte e comunicativa può essere la presenza umana soprattutto in questo momento storico di de-umanizzazione dei tratti propri e riconoscibili dell’essere umano.

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