Recensione La voce a te dovuta – Salinas

Quinto giorno del calendario dell’avvento

Recensione a cura di Mariapia Calabrò (corso Editoria e Comunicazione Digitale 21\22)

 

 

LA VOCE A TE DOVUTA – Salinas

la voce a te dovuta

 

Pubblicato nel 1933, La voce a te dovuta (lettura Giulio Einaudi Editore, a cura di Emma Scoles) di Pedro Salinas è una raccolta composta da settanta componimenti che attraverso la loro omogeneità tematica, creano un vero e proprio poema d’amore.

Il poeta nei suoi versi si rivolge al ricordo della donna amata, figura concreta ma a tratti sfuggente e quasi inafferrabile; un percorso introspettivo che cerca e mette in risalto la vera essenza dell’amore, attraverso gesti e parole a volte nascosti.

È questa una lettura che va oltre la lettura poetica: l’amore di Salinas è una continua ricerca dell’essenziale, di quell’autenticità che va aldilà delle barriere, del limiti, qualcosa che si trova“oltre” la persona.

Il linguaggio che costruisce la raccolta è il risultato di un lavoro, da parte del poeta, di ricerca di forme nuove e personali ma senza allontanarsi dalla tradizione: i ritmi corti ed elastici dilatano le possibilità espressive, vediamo infatti come l’uso dei numeri enjambement, la presenza di sdrucciole e monosillabi risultano essere un segno di ricerca formale attenta.

Le poesie di Salinas ti coinvolgono, ti trasportano in una dimensione quasi ultra terrena: 

‘Però tu sei/il tuo stesso più oltre,/come la luce e il mondo:/ giorni, notti, estati,/inverni che si succedono./Finalmente, ti trasformi,/ e sei sempre tu,/ nel tuo stesso mutamento,/ con la fedeltà costante del mutare.

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